L'ANALISI STRUTTURALE E I DATI MACROECONOMICI

Un esempio chiaro di influenza di fattori macroeconomici sui valori azionari è l'impatto (benefico) di una svalutazione della moneta sulle aziende con una rilevante quota di export nel fatturato. Di colpo i loro prodotti diventano più competitivi e i profitti attesi crescono, sulla sola base di una decisione presa "dall'alto" dalle autorità monetarie.

Tuttavia simili decisioni di politica monetaria - o altre di politica fiscale, anch'esse rilevanti per i conti economici aziendali - si possono talora prevedere in anticipo tenendo d'occhio i dati macroeconomici del paese: ecco che, per predire il corso di un'azione, diventa importante saper analizzare la situazione economica complessiva e anche il clima politico.

Anche se l'economia è lontana dall'essere una scienza esatta, l'osservazione dei principali indicatori economici generali può aiutare a prevedere l'evoluzione futura della situazione del paese.

Partendo dai dati più recenti resi noti dagli istituti statistici e con l'ausilio di teorie e modelli macroeconomici, l'analista cerca di predire gli sviluppi futuri di crisi o espansione dell'economia, tenendo conto anche dei presumibili interventi delle autorità politiche e di governo della moneta.

Ecco alcuni indicatori macroeconomici:

Prodotto interno lordo (PIL)
Misura il valore dei beni e dei servizi finali al consumo (non destinati cioè a essere utilizzati nei processi produttivi). Viene calcolato trimestralmente, ed è l'indicatore macroeconomico più importante, in quanto esprime l'andamento complessivo delle componenti che alimentano il benessere economico di un paese.
Dopo due trimestri consecutivi in ribasso si parla di "recessione".

Inflazione
E' l'aumento del livello dei prezzi, espresso in variazione percentuale di un indice dei prezzi. Questo può riferisi a diversi settori economici: al consumo, alla produzione o all'ingrosso. Gli ultimi due indici spesso anticipano il primo, fornendo i primi segnali di risveglio o assopimento dell'inflazione.

Tassi d'interesse reali
Sono dati dalla differenza tra i tassi d'interesse nominali e il tasso d'inflazione. Possono essere anche negativi, quando gli interessi nominali non coprono l'inflazione.

Bilancia dei pagamenti
E' la differenza tra le entrate e le uscite di valuta estera contro valuta nazionale. E' determinata congiuntamente dal saldo "import-export" e dai movimenti di capitali.
Un valore negativo può quindi essere causato sia da importazioni superiori alle esportazioni, tipico segnale di sopravvalutazione della moneta, sia da fughe di capitali, tipico indizio di mancanza di fiducia nella stabilità della moneta e nel futuro del paese.

Debito pubblico
E' il valore complessivo del debito accumulato negli anni da uno Stato e finanziato in genere con l'emissione di titoli di stato. Non si deve confondere con il "disavanzo", che è l'eccesso delle uscite sulle entrate in un anno soltanto. Nel trattato di Maastricht viene considerato eccessivo un debito pubblico superiore al 60 per cento del PIL.

Tasso di disoccupazione
E' la percentuale dei disoccupati nella forza lavoro di un paese.

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