Le domande da porsi

di Valentina Esposito, dicembre 2010

Nell'articolo precedente abbiamo approfondito il tema dell'operatività in Borsa da intendere come attività imprenditoriale, sottolineando come la mancanza di un'adeguata riflessione al riguardo da parte della maggioranza dei trader conduca spesso all'insuccesso.

E' bene porsi delle domande, inerenti in particolare i propri propositi e la loro attuabilità: chiedersi perché si vuole fare trading, cercando di andare al di là del fine scontato di guadagnare; riflettere su che cosa si vuole ottenere, su quali bisogni personali si desidera soddisfare, su quanto tempo si prevede che debba trascorrere per raggiungere la performance auspicata.

C'è da chiedersi anche quanto tempo si può dedicare al trading, per non incorrere nell'errore di concentrare in tempi troppo stretti un'attività che richiede un impegno molto più prolungato.

Non ci si può improvvisare trader senza avere alle spalle una consolidata esperienza, maturata con la profonda conoscenza dei mercati e degli strumenti, non disgiunta da una piena consapevolezza dei propri limiti e delle proprie peculiarità; una buona predisposizione naturale unita all'esperienza può poi trasformarsi in un vero e proprio talento, se alimentata da un impegno costante e appassionato, da un aggiornamento continuo e dalla capacità di adeguarsi all'inevitabile mutevolezza della Borsa. Conoscere gli strumenti su cui si opera è fondamentale, e capire se la propria strategia è applicabile a tali strumenti è altrettanto importante.

Domandarsi se la propria attività coinvolge anche l'interesse e le aspettative di altre persone, e con quali vicendevoli implicazioni psicologiche, è importante per poter gestire al meglio il coinvolgimento emotivo, già di per sé molto forte in questo tipo di attività.

Occorre inoltre interrogarsi sulla preparazione e l'avviamento dell'attività: dove la svolgerò, quanto tempo potrò dedicarle, in base a quali parametri sceglierò la società di intermediazione o la banca, quali tipi di software, hardware e interventi tecnici mi servono per cominciare, quali costi iniziali dovrò sostenere, da dove proviene il mio capitale di rischio iniziale.

Il buttarsi a capofitto in un'attività senza neanche pianificare i costi di avviamento è da annoverare tra le cause di insuccesso nel trading!

Altre domande importanti riguardano i flussi di cassa: da dove proviene il denaro che utilizzerò per il trading, da dove proviene la mia riserva economica in caso di emergenza e che cosa è in grado di coprire, quali saranno le mie spese mensili di gestione, se e come sarò in grado di continuare in caso di risultati negativi prolungati nel tempo.

Ultimi, ma non per importanza, i sistemi e le metodologie di trading: su quali mercati e strumenti voglio operare e su quale orizzonte temporale; quale sistema di trading voglio adottare, quali conoscenze e tecnologie informatiche sono necessarie per usarlo, in quali condizioni di mercato è applicabile e se dispongo di un sistema di controllo sulle sue eventuali disfunzioni; se ho predisposto un sistema di back up immediatamente operativo in caso di blocchi o malfunzionamenti della linea Internet, dell'hardware, del software...

Questo esame dettagliato di tutti gli aspetti pratici è una tessera importante di quel mosaico in cui ci piace raffigurare la nostra attività di trading e ci aiuterà ad evitare i più comuni errori che portano all'insuccesso.

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