Il trading come attività imprenditoriale

di Valentina Esposito, novembre 2010

Nel mio confronto quotidiano con i trader mi rendo conto che, soprattutto nei principianti, mancano completamente la riflessione e la consapevolezza del fatto che il trading è una attività imprenditoriale.
Ho constatato che uno dei motivi che portano i trader all'insuccesso è proprio lo spirito di leggerezza con cui ci si avvicina a questa professione; d'altronde non c'è cosa più facile da fare: basta avere un pc, una linea adsl, un conto corrente e ovviamente un mouse su cui sbizzarrirsi con innumerevoli click.

Purtroppo la semplicità dell'accesso al mondo del trading fa saltare tutti quei passaggi di pianificazione e strategia tipici di qualsiasi altra attività imprenditoriale: nessuno di noi si sognerebbe mai di buttarsi in una nuova professione, come quella del barista, senza saper neanche fare un caffè alla macchina professionale.
Con il trading, invece, si cade spesso in questa illusione di facilità, salvo poi scontrarsi con la dura realtà e perdere tutto il proprio investimento, e anche oltre, se non si è capaci di fermarsi, senza neppure aver capito veramente dove si è sbagliato.

Tra l'altro l'investimento iniziale per questo tipo di attività non sembra neanche così oneroso, visto che abitualmente un pc e la linea internet si possiedono già, e se ci si aggiunge che la banca presso cui siamo correntisti ci suggerisce la sezione Trading automaticamente... il gioco è fatto: in poco tempo ho tirato su un'attività senza troppi rischi e perdite di tempo.

Eppure - ripeto - il rischio maggiore sta proprio nella velocità con cui si può accedere a questa professione; con troppa leggerezza ci si accosta a una vera attività imprenditoriale, con tutti i rischi che questa comporta.
Il trading è invece un'occupazione che deve essere paragonata in tutto e per tutto a un'attività imprenditoriale: bisogna pianificare il proprio business plan, capire quali sono i rischi, quali i punti di forza, analizzare i punti deboli, essere in grado di considerare tutti o almeno la maggior parte degli imprevisti.

Il fatto che sia possibile accedere alla strumentazione e all'operatività con velocità e semplicità non implica che questa attività sia di facile attuazione, solo perché si ha un po' di tempo a disposizione da dedicarle; credo anzi che sia una delle attività più complicate da pianificare, mettere in pratica e far girare in maniera corretta e proficua.
Al trading occorre dedicare molta applicazione e molto tempo, soprattutto per ottenere l'impiego ottimale delle proprie risorse!

Sono già troppe le variabili da considerare in corso d'opera, quando si è nel vivo delle operazioni; riuscire quindi a eliminare tutte le problematiche derivanti da una carenza di pianificazione e da un uso non corretto delle attrezzature può aiutare a rendere questa attività meno stressante e meno difficile da gestire!

Suggerisco sempre ai trader, soprattutto a quelli alle prime armi, e come ripasso anche ai già navigati, di porsi delle domande riguardo i propositi e l'attuabilità, la preparazione e l'avviamento, i flussi di cassa, i sistemi e le metodologie di trading.

Fare trading non è un'attività per tutti, come non lo sono aprire un bar, un ristorante, una società di servizi, una fabbrica di cioccolato...

A voi la riflessione...: se ci poniamo queste domande per la pianificazione di una qualsiasi altra attività imprenditoriale, perché non farlo per il trading?

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