Aumento di capitale Tiscali

a cura di G.Borsi, ottobre 2009

L'offerta è di 643 azioni più 643 warrant gratuiti ogni 22 diritti posseduti, a un prezzo di 0,10 euro, per un ammontare complessivo di circa 180 mln di euro (n. 1.799.830.945 azioni ordinarie di nuova emissione con abbinati 1.799.830.945 warrant).

Già nella seconda pagina del prospetto informativo si avverte l'investitore che Tiscali versa in uno stato di tensione finanziaria e patrimoniale tale da rendere necessaria un'operazione di ricapitalizzazione e di ristrutturazione dell'indebitamento con l'obiettivo di recuperare la normale operatività.

Al 30 giugno 2009 il gruppo Tiscali presenta un patrimonio netto negativo per circa 272,2 mln di euro e si trova in crisi di liquidità; nel corso del semestre il Gruppo ha sospeso i pagamenti previsti nell'ambito dei contratti di finanziamento (al 31 agosto la società evidenzia un indebitamento commerciale scaduto, al netto dei piani di pagamento concordati con i fornitori, pari a 60 mln di euro circa - pag. 50 p.i. - oltre a leasing scaduti per 1,5 mln e debiti tributari scaduti per 5,5 mln; sono numeri indicativi di incertezze rilevanti, che possono far sorgere seri dubbi sulla continuità aziendale - pag. 3 del p.i.).

A pag. 19 del p.i. sono descritti i principali fattori di rischio relativi all'emittente, che vanno dall'elevato indebitamento alla quantità insufficiente di capitale circolante, alla situazione contabile di patrimonio netto negativo, alla ridotta capacità di generare utili, ai contenziosi in essere.

L'aumento di capitale contribuirà interamente a ridurre l'esposizione verso il sistema bancario e l'indebitamento verso taluni soci e creditori, nell'ottica di ristrutturazione dell'indebitamento finalizzata alla creazione di una struttura finanziaria sostenibile (pag. 32 p.i.).

Renato Soru (pag. 34 p.i.) ha assunto l'impegno di esercitare i diritti di opzione a lui spettanti, anche indirettamente, nei limiti di un importo complessivo di euro 30,8 mln, corrispondente al credito in conto capitale vantato da Andalas nei confronti del Gruppo Tiscali al 3 luglio 2009 (poco più del 16% dell'offerta, a fronte di una partecipazione pari a oltre il 20%); sarà quindi venditore di diritti sul mercato (ca. 2,4 mln di diritti sugli oltre 12 mln spettanti), così da ridurre la propria partecipazione dal 20% al 17,7 % (pag. 35 p.i.).

Altri impegni di sottoscrizione si hanno solo da parte di banche creditrici o altri creditori, ma solo attraverso la conversione di propri crediti nel rilevamento di azioni eventualmente inoptate (quindi senza versamenti cash).

Gli unici versamenti cash arriveranno dunque dal mercato, ossia dai piccoli azionisti che intendono partecipare all'aumento di capitale.

Particolarmente interessanti sono gli accordi riguardanti il debito evidenziati nel piano di ristrutturazione , da cui si evince che il pieno successo dell'aumento di capitale, senza necessità di sottoscrizione delle azioni da parte delle Banche, porterebbe a ulteriori benefici per Tiscali, in quanto le Banche si sono impegnate a stralciare una porzione dei propri crediti per un importo pari a 0,3123 euro per ogni euro di sottoscrizioni per cassa da parte del mercato , fino a un massimo di 46,5 mln di euro.

E' interessante anche la tabella riportata a pag. 167 del p.i., da cui si evince che se l'operazione andasse completamente a vuoto, in base agli impegni assunti dalle banche i primi azionisti di Tiscali diverrebbero Intesa SanPaolo (28,9%) e JP Morgan (25,3%) , ma anche se le adesioni del mercato fossero pari solo al 50% dell'offerta, ben il 33% del capitale post-aumento sarebbe in capo agli Istituti finanziatori senior; inoltre non si sa ancora che cosa deciderà il secondo azionista (Sandoz family Fondation) in merito al suo 6,9% (se sottoscriverà o sarà venditore di diritti): diciamo che le banche hanno tutto l'interesse a favorire il buon esito dell'aumento di capitale (vedranno rientrare 150 mln di crediti ora "incagliati") e saranno anche ben contente di stralciare (quindi mettere in conto perdite) 46,5 mln di crediti pur di non diventare azioniste di Tiscali con quote difficilmente monetizzabili nel breve periodo.

Le azioni oggetto dell'offerta sono rappresentate da n. 1.799.830.945 azioni Tiscali di nuova emissione, a godimento regolare, prive del valore nominale.

Per quanto concerne i warrant, ne è già stata richiesta la quotazione, che si avrà non appena saranno consegnati ai sottoscrittori; i titolari dei warrant avranno diritto di sottoscrivere in qualsiasi momento sino al 15 dicembre 2014 azioni ordinarie della società, in ragione di n.1 azione ogni 20 warrant esercitati al prezzo di 0,80 euro.

Borsa Italiana con gli avvisi n. 15393 e 15394 dell'8 ottobre 2009 ha comunicato che il fattore di rettifica per i contratti di opzione e futures su azioni ordinarie Tiscali è pari a 0,057380 e per i contratti rettificati di opzione e futures su azioni ordinarie Tiscali il lotto rettificato è pari a 1.743 azioni. Le nuove serie di opzioni e futures su azioni ordinarie Tiscali che entreranno in negoziazione dal 12 ottobre 2009 saranno offerte in lotti di 5.000 azioni ciascuno.

Gli attuali obblighi di market making riguardanti opzioni e futures su azioni Tiscali non verranno modificati a seguito dell'operazione sul capitale (vedansi avvisi n. 2792 e n. 2793 di Borsa Italiana).

Nell'avviso n. 15451 di Borsa Italiana vengono riportate le tabelle con le rettifiche intervenute sui covered warrant emessi da Unicredito, per esempio la vecchia call strike 3 e multiplo 0,01 avrà come nuovo strike 0,1721 (3 x fattore di rettifica pari a 0,05738) e come nuovo multiplo 0,1743 (0,01/0,05738); lo stesso vale per gli altri avvisi 15452 e 15453 relativi ad altri emittenti.

Secondo i parametri fissati da Borsa Italiana, ossia secondo il fattore di rettifica 0,057380, i prezzi di riferimento lunedì dovrebbero essere fissati in 3,518 per il diritto e in 0,214 per l'azione, per una somma pari a 3,7325, che è il valore di riferimento di venerdì.

Pagando il diritto 3,518 (prezzo di riferimento) e sottoscrivendo le azioni cum warrant a 0,10 euro per azione si otterrebbe un costo delle suddette azioni di 0,220378, il che significherebbe valorizzare l'azione ex 0,2140 (prezzo di riferimento) e il warrant ben 0,00627441: se consideriamo che occorre consegnare 20 warrant per ottenere un'azione a 0.80 euro, significa valorizzare la call 0.80 scad. dic. 2014 ben 0,1254.

Prezzo diritto
Costo azione cum warrant
Azione ex
0,500
0,1171
0,114
0,750
0,1256
0,122
1,000
0,1342
0,130
1,250
0,1427
0,138
1,500
0,1513
0,147
1,750
0,1598
0,155
2,000
0,1684
0.163
2,500
0.1855
0.18
3.000
0.2026
0.196
3.518
Prezzo di riferimento di borsa
0.2203
0.214
Prezzo di riferimento di borsa

Per scaricare il prospetto informativo clicca qui (I parte) e qui (II parte)

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